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Qualcuno conosce il motivo per il quale a volte viene utilizzata, a livello grafico, la lettera V per indicare la U? Come, ad esempio, "Palazzo di Givstizia"

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2 Answers 2

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È vero che l'utilizzo della "V" al posto della "U" deriva dal latino, in cui le due lettere non erano distinte; secondo Wikipedia questa distinzione viene introdotta nel Rinascimento (https://it.wikipedia.org/wiki/U). Ed è altrettanto corretto che scritte come ""Palazzo di Givstizia" si trovano in palazzi costruiti in epoca fascista: questo "stile" faceva parte di tutta la simbologia antico-romana del regime come il fascio littorio e il saluto romano.

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    Non sono sicuro che quello stile sia necessariamente riferito al ventennio, tanto è vero che lo stemma ufficiale italiano ha “REPVBBLICA ITALIANA”.
    – egreg
    May 14, 2017 at 16:14
  • 2
    @egreg la tua osservazione è interessante e mi ha fatto riflettere. Intanto segnalo che qui treccani.it/enciclopedia/u c'è una storia più completa della lettera "U". May 14, 2017 at 16:58
  • 1
    Credo che all'epoca si cercasse di dare, semmai, “segnali di discontinuità”: proprio perché molti funzionari (e altri titolari di cariche di rilievo) lo erano fin dal Ventennio, cercavano di rifarsi una verginità ripudiando il ripudiabile. Direi che questa risposta abbia bisogno di fonti e di una maggior completezza. Grazie a @egreg per l'osservazione sullo stemma.
    – DaG
    May 14, 2017 at 19:59
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    @MassimoTermanini Sì, esattamente
    – Denis Nardin
    Aug 20, 2018 at 5:28
  • 1
    Mi è tornata sott'occhio questa domanda e ho controllato: la tomba di Vittorio Emanuele II ha la “V” e risale certamente a molto prima del ventennio.
    – egreg
    Oct 11, 2019 at 13:05
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L'idea è di solennizzare adoperando lo stile delle iscrizioni romane e non ha nulla a che vedere con il fascismo. Per esempio, questa è la tomba di Vittorio Emanuele II al Pantheon

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Immagine a più alta risoluzione

Non sono riuscito a trovare la data precisa della traslazione nella tomba monumentale, ma il Pantheon fu designato come sede delle tombe reali nel 1878, quando morì Vittorio Emanuele II. Trovo anche, su https://www.vatican.va/various/basiliche/san_pietro/it/basilica/interno.htm

Il gruppo scultoreo della Pietà fu eseguito da Michelangelo ancora ventitreenne. Terminata nel 1499, la Pietà apparve subito un capolavoro assoluto, ancor più sorprendente per uno scultore così giovane. Sulla cintura è incisa la firma per esteso, un particolare, come ricordò Benedetto Varchi nell'orazione funebre per l'artista, mai più ripetuto nelle opere successive: MICHAEL ANGELVS BONAROTVS FLORENT(inus) FACIEBAT.

Dubito che si possa tacciare Michelangelo di simpatie per il ventennio (vedi oltre). Che il fascismo abbia incrementato l'uso di questo stile non è affatto certo.

Naturalmente si troverà PALAZZO DI GIVSTIZIA o QVESTVRA con tutte lettere maiuscole, mai minuscole. Per quanto sia probabile che i Romani avessero una scrittura “corsiva” non credo esistano documenti scritti che la provino. Il minuscolo moderno nasce con le scritture cancelleresche dell'alto medioevo a in esse la V veniva resa con due barre unite sul fondo come nell'immagine che segue

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Caroline_2.jpg

Da questa scrittura viene la moderna “u” con la distinzione da “v”, ma si deve aspettare il Rinascimento (e questo spiega l'ortografia usata da Michelangelo). La distinzione fra “u” e “v” è diventata standard anche nelle edizioni moderne di opere latine; quella fra “i” e “j” è praticamente sparita, anche se ha lasciato il segno in nomi come Jules e Julius.

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