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Riproduco per intero un enimma di Tommaso Stigliani (1573-1651) sulle forbici:

A un tempo stesso io mi son una, e due,
E fo due ciò ch'era una primamente.
Una mi adopra con le cinque sue
Contra infiniti che in capo ha la gente.
Tutta son bocca dalla cinta in sue,
E più mordo sdentata che con dente.
Ho due bellichi a contrapposti siti,
Gli occhi ho ne' piedi, e spesso a gli occhi i diti.

Ho marcato in corsivo la parte che suscita dubbi.

Non riesco a capire quella cinta. Le forbici sono come una bocca che mangia tutto, capisco solo questo; ma non c'è nessun muro ovvio (per Treccani #1). E gli altri sensi pare siano anche meno rilevanti; certo, non sono ovvi. Non capisco anche che cosa sono «le sue», di chi sono ecc (sempre nel verso #5; quelle «sue» nel verso #3 sono ovvie).

Potreste spiegarmi la frase marcata? Grazie!

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    Tieni conto che "enimma" è maschile, quindi l'articolo è "un" e il pronome diretto è "lo". Per quanto riguarda "dalla cinta in sue": "cinta" è la "cintura", la "cintola", insomma qualcosa che cinge la vita (intesa come parte del corpo); "sue" è invece "su". Quindi in quella riga si intende che dalla parte centrale, la più stretta, in su, è "solo bocca". – Benedetta Aug 20 '17 at 21:20
  • @Benedetta Grazie, molto chiaro! Ho trovato secondo le tue indicazioni: treccani.it/vocabolario/sue . – Wanderer Aug 20 '17 at 21:37
  • Un'osservazione aggiuntiva: in un testo in versi ben scritto, una parola non può rimare con sé stessa (a parte rare eccezioni come “Cristo” che in Dante compare di proposito in tre rime successive). Quindi se un “sue” è un aggettivo/pronome possessivo, l'altro “sue” doveva in ogni caso essere qualcos'altro. – DaG Aug 20 '17 at 22:37
  • @Benedetta, mi sembra che ci sia tutto quello che serve per rispondere (magari puoi aggiungere anche l'eco dantesco di “dalla cintola in su”). – DaG Aug 20 '17 at 22:38
  • @DaG: va bene. Anche in questo caso, verifica che tutto vada bene. – Benedetta Aug 21 '17 at 4:55
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L'espressione, entrata tra i modi di dire dell'italiano, è un'eco del X canto dell'Inferno di Dante («Vedi là Farinata che s'è dritto / da la cintola in sú tutto 'l vedrai»).

"Cinta" è la "cintura", la "cintola" (secondo l'uso di Dante), insomma qualcosa che cinge la vita (intesa come parte del corpo); "sue" è invece "su". Quindi in quella riga si intende che dalla parte centrale, la più stretta, in su, la protagonista dell'enimma è "solo bocca" (le due lame che si aprono e chiudono).

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