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Nel romanzo Rinascimento privato di Maria Bellonci ho letto:

A San Paolo fuori le mura dove si accampavano gli orsineschi c'era stata battaglia grossa. Ora gli scampati fuggivano verso la città inseguiti dai colonnesi, e i cittadini radunavano i familiari e serravano i portoni. Il papa aveva spiccato le guardie per mettere pace, e ci sarebbe riuscito, magari con l'aiuto dei suoi svizzeri.

Malgrado abbia cercato il significato di "spiccare" in parecchi dizionari, non riesco a capire qual è il senso di questo verbo nel brano precedente. Me lo potreste spiegare?

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  • lo interpreto come: "fatto uscire", "mandato", "invitato" (con celerità) – Riccardo De Contardi Sep 6 '17 at 7:29
  • Ho la sensazione che la Bellonci ogni tanto usi termini desueti, o in modo insolito o del tutto personale, così, quasi per darsi un tono (mi perdonino i fan della scrittrice). – DaG Sep 6 '17 at 10:34
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Qui il termine spiccare lo interpreto come distaccare, cioè mandare, inviare le guardie che proteggevano la sua persona fuori a mettere pace, con l'aiuto delle altre guardie svizzere.

Da Treccani per spiccare:

spiccare v. tr. e intr. [tratto da appiccare, per sostituzione del pref. s- (nel sign. 1) a a-] (io spicco, tu spicchi, ecc.). – 1. tr. È il contrario di appiccare, e ha quindi il valore fondamentale di staccare ciò che è appiccato; coincide in molti usi con staccare, che, nella lingua parlata, è la forma più comune.

Distaccare è una derivazione di staccare e, sempre da Treccani:

Nel linguaggio milit., separare una frazione di un reparto, assegnandola altrove per speciali servizî (v. distaccamento). Analogam., d. alcuni agenti; d. un impiegato presso un altro ufficio, ecc.

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