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Nel romanzo Rinascimento privato di Maria Bellonci ho letto:

A San Paolo fuori le mura dove si accampavano gli orsineschi c'era stata battaglia grossa. Ora gli scampati fuggivano verso la città inseguiti dai colonnesi, e i cittadini radunavano i familiari e serravano i portoni. Il papa aveva spiccato le guardie per mettere pace, e ci sarebbe riuscito, magari con l'aiuto dei suoi svizzeri.

Malgrado abbia cercato il significato di "spiccare" in parecchi dizionari, non riesco a capire qual è il senso di questo verbo nel brano precedente. Me lo potreste spiegare?

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  • lo interpreto come: "fatto uscire", "mandato", "invitato" (con celerità) Sep 6 '17 at 7:29
  • Ho la sensazione che la Bellonci ogni tanto usi termini desueti, o in modo insolito o del tutto personale, così, quasi per darsi un tono (mi perdonino i fan della scrittrice).
    – DaG
    Sep 6 '17 at 10:34
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Qui il termine spiccare lo interpreto come distaccare, cioè mandare, inviare le guardie che proteggevano la sua persona fuori a mettere pace, con l'aiuto delle altre guardie svizzere.

Da Treccani per spiccare:

spiccare v. tr. e intr. [tratto da appiccare, per sostituzione del pref. s- (nel sign. 1) a a-] (io spicco, tu spicchi, ecc.). – 1. tr. È il contrario di appiccare, e ha quindi il valore fondamentale di staccare ciò che è appiccato; coincide in molti usi con staccare, che, nella lingua parlata, è la forma più comune.

Distaccare è una derivazione di staccare e, sempre da Treccani:

Nel linguaggio milit., separare una frazione di un reparto, assegnandola altrove per speciali servizî (v. distaccamento). Analogam., d. alcuni agenti; d. un impiegato presso un altro ufficio, ecc.

In aggiunta a quanto già detto, volevo segnalare un estratto dalla risposta di Vittorio Coletti al quesito Si può spiccare una consegna? posto all'Accademia della Crusca riguardo gli usi di spiccare:

Questa fedeltà etimologica dovrebbe valere anche per il gergale spiccare una consegna di cui ci chiede la lettrice. Per due ragioni, penso: primo, perché tra i significati estesi di spiccare c’era in passato anche ‘mandare’, ancorché riferito soprattutto a persone (“spiccare ambasciatori, rinforzi”, attestati nel GDLI), da cui può essersi sviluppato spiccare una consegna nel senso di mandarla e quindi recapitarla; secondo, (e più probabile), perché una consegna non è solo la merce consegnata ma anche la bolla o il documento o la tratta ecc. che la accompagna e che quindi si emette, cioè si spicca nel momento in cui si avvia o si deposita al recapito la merce in consegna. È quello che fa pensare il significato di spiccare una consegna che la lettrice dichiara usato dai suoi colleghi. In questo senso, dunque, se consegna è una metonimia per indicare (anche) il documento fiscale che accompagna la merce, spiccare ha il significato di ‘emettere’ e il suo uso è plausibile e congruo. Il tratto gergale starebbe allora più nel significato dato a consegna che in quello di spiccare, di lunga tradizione in ambito giuridico e commerciale (almeno dal Cinquecento, secondo il GDLI).

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