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Nel romanzo Rinascimento privato di Maria Bellonci ho letto:

Coprono l'altura collinosa, boschetti, pini giganti, cipressi snelli e rigonfi di raccolta rameggiatura, palme sontuosamente frangiate, giocondi frutteti, orti ben coltivati, boschetti di erici, e fontanelle ad ogni passo.

Dal contesto, posso immaginare che con "boschetti di erici" l'autrice intenda "boschetti di eriche", ma non ho trovato conferma a questa ipotesi su Internet. Per questa ragione vi chiedo: sapreste dirmi se le eriche vengono oppure venivano (dato che la narratrice è Isabella d'Este, la scrittrice usa spesso un linguaggio arcaico) chiamate "erici" in qualche parte d'Italia?

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  • In latino classico la pianta veniva chiamata erīce, però è comunque femminile e ha plurale in -ae. Magari la Bellonci (visto che non trovo quest'uso altrove) l'ha italianizzato, da cui il plurale erici? (immagino però, pronunciato con la "i" breve, propria di eriche) – Vincenzo Oliva Sep 8 '17 at 8:52
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    Boschetti di eriche? Si tratta di un arbusto che non arriva al metro e mezzo. – egreg Sep 8 '17 at 9:50
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    Nell'opera «I Benefattori dell'umanità; ossia Vite e ritratti degli uomini d'ogni paese e d'ogni condizione i quali hanno acquistato diritto alla pubblica riconoscenza» di Melchior Missirini (seconda metà dell'Ottocento) si usa «l'erici»: books.google.it/… – Benedetta Sep 8 '17 at 12:24
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"Erici" è il plurale di "erice", leggi dalla definizione: https://www.dizionario-italiano.it/dizionario-italiano.php?lemma=ERICE100. Secondo questo dizionario, si tratta di una variante arcaica di "erica".

Come ha menzionato @DaG, anche il dizionario Devoto-Oli riporta “èrice” come variante arcaica di “erica”.

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    No, il link conferma che è il plurale di erice, variante arcaica (derivata sempre dal latino) di erica. – Vincenzo Oliva Sep 8 '17 at 10:24
  • Hai ragione... sorry – Marco Sep 8 '17 at 10:30
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    Non preoccuparti :) modifica la risposta e sicuramente verrà accettata. – Vincenzo Oliva Sep 8 '17 at 10:37
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    Giusto perché sono sempre un po' scettico nei confronti dei dizionari in rete fatti da chissà chi, soprattutto se come in questo caso Treccani e Zingarelli non confermano, ho controllato e posso attestare che almeno il Devoto-Oli riporta “èrice” come variante arcaica di “erica”. – DaG Sep 8 '17 at 11:49
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Soltanto per aggiungere una fonte in rete più autorevole di quella che appare nella risposta di Marco, vorrei dire che anche il Grande dizionario della lingua italiana riporta il termine "erice" come variante arcaica di "erica" e fa un esempio di uso di "erice" in un opera rinascimentale di Alessandro Citolini:

      Èrica (ant. èrice), sf. Bot. Genere di piante fruticose o suffruticose della famiglia Ericacee, con piccole foglie aghiformi, riunite in numero di cinque o sei in verticilli; fiori solitari o in ombrelle o in spighe ascellari o terminali, con calice quadripartito, corolla urceolata o cilin­drica con quattro piccoli lobi; frutto a capsula; l'Erica scoparia, e l'Erica arborea sono diffuse nell’Italia centro-meridionale (i fusti e i rami servono per far scope, le radici per fare pipe); l'Erica carnea, propria dei boschi e dei pascoli delle Alpi e degli Appennini settentrionali, è un arbusto prostrato, con foglie acuminate e fiori rosei in racemi o in capolini.
      Citolini, 210: L’erice, l’asiacanta, il ribes.

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