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Nel romanzo Pane e tempesta di Stefano Benni ho trovato la frase seguente:

I troll di Wòlstrìtt, bari, giocatori, puttanieri e usurai.

Non capisco il significato di "bari" in questo passaggio. Ho pensato che il singolare fosse "bario", ma, secondo i dizionari, questo è un elemento chimico, cosa che non sembra avere senso in questo contesto. Qualcuno di voi ne sa qualcosa?

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    Il contesto suggerisce il plurale; i nomi in -o fanno, al pari dei nomi in -io (con i non tonica o muta), il plurale in -i: panno, panni; cambio, cambi; gancio, ganci. Quindi bari può essere il plurale tanto di baro quanto di bario. Il secondo non può essere, dunque è il primo. Nota che, se la i è tonica, rimane: zio, zii; addio, addii. – egreg Oct 8 '17 at 9:07
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Bari è il plurale di baro, vale a dire una persona che bara al gioco (tipicamente il gioco delle carte):

baro s. m. [prob. dalla forma di nominativo del lat. baro -onis «briccone, cialtrone»]. – Chi bara al gioco delle carte, e in genere truffatore, imbroglione. Anticam. anche agg., in senso fig., nella locuz. lingua bara, gergo della malavita: queste parole che ... fanno parte ... del gergo furbesco e della lingua b. e furfantina (Giusti).

(Dal vocabolario Treccani)

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