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Il modo di dire “la rava e la fava” è molto comune e come precisato sotto si usa in riferimento a spiegazioni fin troppo dettagliate. L’origine citata dal dizionario Hoepli mi sembra un po’ “fantasiosa”; mi chiedo se qualcuno abbia maggiori informazioni a riguardo.

dalla rava alla fava (pop):

Dettagliatamente, esaurientemente, con grande dovizia di particolari.

  • Si può supporre derivi dall'immagine di una pianticella descritta in ogni sua parte, dalla radice al frutto; da qui l'idea di partire dalle cose più importanti per arrivare alle minuzie, senza trascurare nemmeno le piccolezze. Per arrivare alla rima con fava si sarebbe trasformata in rava la voce dialettale “rama”, che in molte località sta per “rami”, quindi frasche e fogliame.
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    Per curiosità, molto comune dove? Io non l'avevo mai sentito... (+1 in ogni caso, domanda interessante :)) – Denis Nardin Nov 7 '17 at 8:56
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    Espressione usata in Piemonte e Lombardia, usata anche da Enzo Jannacci nella canzone I soliti accordi – abarisone Nov 7 '17 at 10:23
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    @DenisNardin A Milano si dice abitualmente – CarLaTeX Nov 8 '17 at 20:44
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    Sono piemontese ed in Piemonte l'espressione è usatissima. Esistono anche moltissimi ristoranti e trattorie in P. & Lombardia, che fanno pensare ad una connessione alimentare. Com'è già stato detto rava è piemontese per rapa. L'espressione è normalmente usata come "miscuglio esaustivo" di molti elementi. "Pare abbia a che fare con una ricetta di minestrone contadino dove si metteva di tutto". Vedi commenti fabioletterario.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2006/06/12/…. – Enzo Dec 3 '17 at 19:06
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    @Enzo Non ho capito cosa intendi dire. il fatto che ci siano molti ristoranti nel Nord-Ovest (ma è poi vero? Sono più che nel resto d'Italia? Non mi è mai sembrato...) suggerirebbe che l'espressione viene da una ricetta? Per che motivo? – Federico Poloni Dec 15 '17 at 19:09
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Cito testualmente da Il mare in un imbuto: dove va la lingua italiana di Gian Luigi Beccaria (linguista e critico letterario):

...raccontare la rava e la fava (all'origine l'espressione era un richiamo tipico dei fruttivendoli ambulanti di una volta, che insieme a frutta, verdura, vendevano anche «rape e fave»), vale a dire 'raccontare di tutto, ogni cosa nei dettagli', 'una storia senza fine'. Una volta pronunciato rava, la fava nasce come una eco del significante che precede, e l'insieme del sintagma nel complesso sembrerebbe voler abbracciare, racchiudere specularmente una totalità, voler raccontare appunto 'di tutto'.

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