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Nel romanzo La chimera, di Sebastiano Vassalli, ho letto queste parole pronunciate da un prete del Seicento:

«Io, Dio solo in tre Persone, vi domando: che fine hanno fatto, in questi anni, le decime che mi erano dovute? E gli apendizii, e i donatici, legati per tradizione a tutte le feste del calendario liturgico, e ai nomi dei miei santi Martiri, chi me li ha sottratti? E il diritto di macinare, e di trarre acqua, e di avere tante carre di legna ad ogni inverno, che stanno scritti negli atti dei notai, quali piedi sacrileghi li hanno calpestati?».

Non so cosa sono questi "apendizii": non ho trovato questo vocabolo in nessun dizionario. Qualcuno di voi ne sa qualcosa?

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Visto che si parla di decime e donatici (in pratica, tasse e balzelli), direi che "apendizii" è una grafia leggermente diversa di "appendizi" o "appendizie".

Riporto qui la definizione di http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=appendizie

appendizi n.m. pl. (dir.) prestazioni accessorie gratuite o regalie in prodotti agricoli dovute usualmente dall’affittuario o dal mezzadro al proprietario del terreno

Deriva dalla radice "appendice" che significa "parte aggiunta", nel senso appunto che si tratta di prestazioni aggiuntive rispetto a quanto già dovuto.

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