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Nel racconto Casa d'altri di Silvio D'Arzo ho letto:

L’ombra proprio non era ancor scesa: campanacci di pecore e capre si sentivano a tratti qua e là un po’ prima della prata dei pascoli.

Non so cos'è una "prata". Ho cercato questo termine in parecchi dizionari, ma non l'ho trovato. Sapreste spiegarmene il significato?

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    L'unica cosa che mi viene in mente è che sia un sinonimo di prato o prateria ovvero una distesa di erba... Commented Dec 16, 2017 at 10:02

3 Answers 3

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Arcaico per "prato".

Per l'uso al singolare, si veda la Grammatica Storica Della Lingua Italiana e Dei Suoi Dialetti (Vol.2, pag. 60) di Gerhard Rohlfs da cui cito testualmente:

Una lunga serie di neutri si continua nel neolatino nell'originaria forma plurale, non raramente accanto all'antica forma singolare.[...omissis...] Accanto a il prato si trova la prata (Silvio d'Arzo).

Per chi ha interesse segnalo

  • il volume Silvio D'Arzo, lo scrittore e la sua ombra, Atti delle giornate di studio, Reggio Emilia, 29-30 ottobre 1982 in cui si trova

    «"Prata" al femminile è cinquecentesco, registrato dalla Crusca e dal Tommaseo.

  • Lucia Giroletti, Silvio D'Arzo (1920-1952): La "Religione" Della Scrittura
  • Elisa Vignali, Silvio D'Arzo scrittore fra la provincia e il mondo
  • bibliografia su Silvio D'Arzo
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In questa Archeologia e storia di un castello apuano trovi che il termine prata era il toponimo prato utilizzato al neutro plurale latino.

Secondo il libro Le Padule di Fucecchio: una lunga storia di un ambiente naturale per prata di pascoli si intendeva

Subito dopo la zona dei coltivi si estendeva una fascia lasciata a prato, attestata da luoghi detti Prata, alla Prata, Pratali. Come si evince dallo stesso vocabolo, si trattava di pascoli ormai in larga misura assegnati in godimento a privati, ma dove esistevano anche aree di proprietà comunale.

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  • Ho visto nel Treccani che "prata" può essere il plurale di "prato". Nel testo però la parola è al singolare.
    – Charo
    Commented Dec 16, 2017 at 11:12
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    @Charo: Forse era successo qualcosa di simile a “frutta”, che in origine era un plurale latineggiante di “frutto” (accanto a “frutti”): “le frutta” > “la frutta”. E cf. anche l'etimo di “opera”.
    – DaG
    Commented Dec 16, 2017 at 13:22
  • Di "prata" come plurale è relativamente facile trovare esempi. Il singolare "prata" sembra invece di uso più ristretto: il GDLI, oltre che "antico", lo qualifica come di uso "letterario".
    – Charo
    Commented Aug 9, 2020 at 6:39
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Per aggiungere una fonte in più alla risposta di @alexjo, il Grande dizionario della lingua italiana dà "prata" come una variante antica e letteraria di "prato" e cita un esempio di uso di Guido Cavalcanti:

    Prato [...] ant. e letter. anche sf. prade, prata, prate, pràtora [...].
    [...] G. Cavalcanti, XXXV-II-491: Fresca rosa novella, / piacente primavera, / per prata e per rivera / gaiamente cantando, / vostro fin presio mando a la verdura. [...].

E più avanti, col significato di "piana erbosa, prateria", appare anche un esempio dalle Novelle di Giovanni Sercambi:

    – Piana erbosa; prateria.
    Sercambi, 1-124: Li Fiorentini, vedendo quella brigata, presero la via della prata et atraversonno alla strada di Sanpiero a Grado et andonno a Livorna e ultimamente l’ebbero. [...].

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    Che problema ha questa risposta?
    – Charo
    Commented Aug 9, 2020 at 6:33
  • Forse il problema è che "prata" nell'esempio del Cavalcante è plurale? A me è sembrato che fosse singolare, nello stesso modo che "rivera", forma anche di uso antico e poetico, è singolare. Ma, in effetti, potrebbe essere plurale.
    – Charo
    Commented Aug 9, 2020 at 7:20

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