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Questa domenica a Lisbona ho sentito parlare italiano. C'erano due coppie, e tutti parlavano in modo strano (per me), con /d/ dove m'aspettavo /t/ intervocalica. Questa è una caratteristica delle lingue romanze occidentali ma non dell'italiano. Sapete se c'è da qualche parte un dialetto con queste caratteristiche?

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Nell’Italia mediana (parte delle Marche, dell’Umbria e del Lazio) si ha un principio di sonorizzazione, che si combina a volte con la spirantizzazione e che ha per grado estremo una pronuncia chiaramente sonora (es. la trota ‹la dròda, la dħròdħa›). In genere si ha il passaggio dei suoni /-k-, -t-, -p- /, tra vocali, rispettivamente a /-g-, -d-, -v-/ (detto sonorizzazione o lenizione): [ˈdiga] «dica», [aˈvud] «avuto», [kaˈvei] «capelli»;

La sonorizzazione delle consonanti sorde precedute da nasale è tipica dei dialetti centro-meridionali e può superare i confini lessicali. Alcuni esempi: in umbro [ˈkambo], [ˈdɛnde], [ˈbjaɲgo] per campo, dente, bianco; in abruzz. [anˈdiːkɘ], [ˈvenʤɘ] per antiche, vincere; in barese [sɘnʤɘrɘˈta], [ˈlanʣɘ], [nonˈdɛɲgɘ] per sincerità, lancia, non tengo; e nel napol. [anˈʤinɘ], [nʣaˈlaːta], [ˈɲganːa], [noŋ ˈgwando] per uncino, insalata, in canna, non quanto.

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  • Sembra abbastanza come quello che ho sentito. Ma per quanto riguarda le consonanti precedute da nasale, curiosamente, quando siamo andati a Napoli, non ho notato nulla. – entonio Dec 29 '17 at 12:07

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