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Nella versione in italiano del monologo Il primo miracolo di Gesú Bambino di Mistero buffo, di Dario Fo, ho letto:

      BRUAAMMM! (Mima una picchiata dell’angelo che si getta per poi sfrecciare radente il suolo) Con i pastori che gli urlano: – Oh, disgraziato, ci fai andar via il latte alle pecore! (Mima un’altra picchiata dell’angelo che per poco non li travolge. A gran voce) – È nato il Redentoreee... BRUAMMM!
      (Accenna una reazione infuriata dei pastori) – Che te ne andassi a sbatter contro alla montagna!, col cerchione incarcato fino al mento! Tutte le piume spantegate [disperse]! Gallinaccio!

Nel dizionario De Mauro ho trovato che "incarcato" è una forma obsoleta e letteraria per "incaricato". Tuttavia, a me non sembra che questo termine abbia molto senso in questo contesto. Per questa ragione vi chiedo: sapreste spiegarmi qual è il significato di "incarcato" in questo brano?

Per si può essere utile, per la versione originale di questo monologo, Fo spiega nel prologo a questa storia che appare nel libro Mistero buffo, pubblicato da Einaudi: «Nel rappresentarvi questa storia, uso un linguaggio che è l'insieme di parecchi dialetti del Nord, tra i quali prevale il veneto». Il termine che appare in questa versione è "incarcào".

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    A me ricorda vagamente il termine veneto incalcato (incastrato), ma non so se sia giusto. Tieni conto che Fo nel grammelot prende a prestito numerosi termini da lingue regionali di tutta Europa, particolarmente Italia, Francia e Spagna.
    – Denis Nardin
    Jan 9 '18 at 10:00
  • @DenisNardin: Infatti, per la versione originale di questo monologo, Fo spiega: «Nel rappresentarvi questa storia, uso un linguaggio che è l'insieme di parecchi dialetti del Nord, tra i quali prevale il veneto». Il termine che appare in questa versione è "incarcào".
    – Charo
    Jan 9 '18 at 10:09
  • A me ricorda il termine incarcagnato che però mi sembra appartenente al dialetto romano...
    – abarisone
    Jan 9 '18 at 10:17
  • @Charo Il termine veneto (almeno dalle mie parti) è più correttamente incalcá (il veneto tende a far cadere l'ultima sillaba rispetto all'italiano). Incarcao potrebbe essere qualche variante simile (magari verso il triestino?)
    – Denis Nardin
    Jan 9 '18 at 10:19
  • @DenisNardin: Tuttavia, tenendo conto della precisazione sul linguaggio del proprio Fo, penso che il significato sia sicuramente quello che tu hai accennato. Se vuoi, puoi scriverlo come risposta.
    – Charo
    Jan 9 '18 at 10:23
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Tenendo conto che Fo ha dichiarato

Nel rappresentarvi questa storia, uso un linguaggio che è l'insieme di parecchi dialetti del Nord, tra i quali prevale il veneto.

sospetto che il termine sia di significato simile al veneto incalcà[to], che significa incastrato. Vale a dire i pastori stanno augurando all'angelo di fare un incidente in cui il cerchione [l'aureola?] gli finisca incastrato su per il mento.

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  • Si tratta effettivamente di un cerchione che fa di aureola. Se ne parla nel brano che ho citato in quest'altra domanda. Per quanto riguarda la citazione di Fo, l'ho inclusa nel testo della domanda.
    – Charo
    Jan 9 '18 at 10:40

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