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Nella prefazione a Nostro lunedí di Silvio D'Arzo ho letto:

«Che umanità... che umanità» dicevamo, ed eravamo magari capaci di organizzare in settimana un convegno con l’intervento di qualche quarto di gloria locale, e poi ecco: tutto quello che usciva da noi era questo e nient’altro che questo: una colonna o anche mezza o anche meno, piú lucida e fredda del nikel.

Non sono sicura di capire del tutto bene il senso dell'espressione "quarto di gloria". Significa una persona che ha un certo prestigio (secondo quanto è scritto, a livello locale), ma che veramente non è degna di tale prestigio? Si può usare la locuzione "un quarto di" in altre espressioni con un senso simile? Oppure si tratta di un'invenzione di D'Arzo?

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    La tua ipotesi è sostanzialmente corretta, ma secondo me più che non è degna di tale prestigio, l'espressione evidenzia quanto questo prestigio sia una "fetta" assai limitata (al 25% appunto). Non escludo però che l'espressione possa contenere un richiamo all'espressione "quarto di nobiltà" (forse sarcastico?). Jan 24 '18 at 8:55
  • 4
    Per quel che conta, anche a me ha fatto pensare ai “quarti di nobiltà”.
    – DaG
    Jan 24 '18 at 9:07

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