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Nel racconto L'aria della sera di Silvio D'Arzo ho letto queste parole che scrive la madre de l'io narrante in un biglietto:

«Se non hai terrore di una giornata da vecchi, – mi diceva nel suo breve biglietto, – datti pena di ricordarti che a ventisei chilometri scarsi dalla tua pensione di studente c’è ancora la casa tua e di tua madre. Caso mai tu te ne fossi scordato in questi anni... Tengo però ad avvertirti che il convento non potrà passare gran che: e se troverai modo di rallegrarti lo stesso di una giornata del genere, allora, il mio povero caro, sarò proprio costretta a concludere che il tuo lunario è di tutta Quaresima. Né piú né meno che il mio».

La mia domanda è sul senso dell'espressione "il convento non potrà passare gran che" in questo brano. Mi chiedo, e vi chiedo, se il suo significato è più o meno quello che si spiega alla voce "convento" del dizionario di modi di dire Hoepli, cioè che il cibo che c'è in quella casa è scarso o di cattiva qualità e l'io narrante dovrà accontentarsi con questo. È possibile usare l'espressione "il convento passa" in questo senso figurato senza adoperare esattamente le frasi fatte "prendere quel che passa il convento" o "mangiare quel che passa il convento", che sono quelle che appaiono nel dizionario? Se è così, potreste fare qualche esempio?

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Nel contesto da te citato il significato è appunto quello da te indicato, per prendere quel che passa il convento:

Questa un'espressione idiomatica molto comune, vuol dire “accontentarsi” di quello che si ha a disposizione in certe situazioni o di quel che viene offerto; adattarsi a una situazione non avendo altre possibilità. In particolar modo è usata con riferimento al cibo, quando è carente o di qualità scadente, oppure quando si è semplicemente ospiti. Molto spesso è usata in senso scherzoso, anche le mamme la adottano quando i figli brontolano perché il pasto non è di loro gradimento, e pronunciano questo modo di dire per intendere "accontentati di quello che c'è".

Ci sono diverse interpretazioni sull'origine della locuzione, probabilmente il campo si può restringere a due versioni.

Una fa riferimento alle opere di carità dei conventi che soprattutto in passato cucinavano per i poveri, i quali dovevano "accontentarsi" di quello che gli veniva offerto.

L'altra interpretazione riguarda i monaci stessi che dovevano "accontentarsi" del cibo che la "Provvidenza" gli donava e di ciò che producevano loro stessi nell'orto del convento.

Detto questo dire "oggi il convento passa..." è sicuramente utilizzabile ed è un modo semiserio per informare l'interlocutore che stante la situazione si deve accontentare di ciò che è a disposizione in quel momento.

L'equivalente Inglese è un po' più tagliente:

Beggars can't be choosers

cioè i mendicanti non possono scegliere.

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    "Beggars can't be choosers" lo tradurrei "i mendicanti non possono fare gli schizzinosi" – Riccardo De Contardi Jan 30 '18 at 10:39
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    In quel caso sarebbe Beggars can't be choosy – abarisone Jan 30 '18 at 10:42
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    Qual è la fonte della citazione che hai fatto? – Charo Jan 30 '18 at 11:44
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    Sono d'accordo con @RiccardoDeContardi che il modo di dire inglese "Beggars can't be choosers" non è esattamente un equivalente: qui è la madre quella che avverte il figlio che il cibo che potrà offrirgli non è un gran che. – Charo Jan 30 '18 at 11:45
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    Se l'espressione sui beggars è “più tagliente” non è “equivalente”. :-) Confermo comunque che è imparentata (come anche il cavallo a cui non si guarda in bocca), ma sottolinea – come dice Riccardo – che se si riceve qualcosa gratis non si può essere schizzinosi o aver da ridire su quello che si riceve; vedi per esempio qui. – DaG Jan 30 '18 at 11:55

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