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In un commento a questa domanda ho usato l'aggettivo "selvaggio" per riferirmi all'atteggiamento di alcuni ragazzi. Mi è stato detto, però, che l'aggettivo che si doveva adoperare in tale situazione era "selvatico". Ho cercato nel vocabolario Treccani e ho visto che tanto "selvaggio" come "selvatico" possono essere usati per una persona. Tuttavia, non riesco a capire quale sia la differenza tra questi due aggettivi quando fanno riferimento a una persona. Potreste spiegarmelo?

  • A "naso" direi che "selvaggio" è un termine più marcato, mentre dare del "selvatico" a un ragazzo sa un po' di eufemismo. "Selvaggio" è termine che porta con se una connotazione dispregiativa, si usava per indicare popolazioni primitive e bellicose (tipo tagliatori di teste, ecc). – Riccardo De Contardi Feb 3 '18 at 9:48
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    Da noi si usa “salvadego“ o “selvadego” (dipende dalla zona); l'accezione è come in italiano, cioè scontroso e magari refrattario alle buone maniere. Un selvaggio è imprevedibile e ci si aspetta un comportamento violento; ma può essere adoperato con meno forza: “Sei proprio un selvaggio”, potrebbe dire una mamma al figlio che non si comporta bene a tavola. – egreg Feb 3 '18 at 14:32
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    Selvaggio è tipicamente riferito ad una persona che 'abita' in un luogo selvaggio: quindi in un certo senso indica la provenienza o addirittura è un dispregiativo, quando riferito ad una persona. Selvatico è molto più dolce. Un amante selvaggio può significare che non ha rispetto, quasi violento; un amante selvatico invece 'molto appassionato'. Le parole sono sinonimi ma hanno sfumature differenti – MrPk Feb 3 '18 at 18:54
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    @egreg, scrivi una risposta prendendo a spunto i vostri commenti, per favore. – abarisone Feb 5 '18 at 15:47
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    @MrPk anche tu per favore – abarisone Feb 5 '18 at 15:47
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Entrambi gli aggettivi vengono dal latino silvaticus. In antico, il termine selvaggio non aveva connotazioni troppo negative:

Con sì dolce parlar e con un riso / Da far innamorare un uom selvaggio (Petrarca)

in questo Natio borgo selvaggio, intra una gente Zotica, vil (Leopardi)

Il significato è relativo a gente zotica, abitante di luoghi lontani dalla città e perciò non troppo civilizzati, di modi rustici. In questa accezione si può dire anche selvatico (o, più anticamente, salvatico):

tanto cruda e dura e salvatica gli si mostrava la giovinetta amata (Boccaccio)

Se riferito a una popolazione, indica arretratezza rispetto alla propria civiltà ritenuta superiore: in molti film western ci si riferisce agli indiani come selvaggi. In tale accezione può essere adoperato in modo bonario: una mamma potrebbe dire “sei proprio un selvaggio” al figlioletto che non si comporta bene a tavola, per esempio.

Il termine selvaggio ha però anche accezioni molto negative:

Crudele, efferato, disumano: un omicidio, un delitto s.; s. rappresaglie; distruggevano tutto con furia s.; la s. violenza degli invasori; anche, più genericam., violento: era invasato da una s. passione; una s. gelosia lo accecava.

L'uso di selvatico può essere regionale, al giorno d'oggi. In veneto (salvadego) e lombardo (selvatech) indica una persona scontrosa e, magari, refrattaria alle buone maniere. Non sono sicuro che il termine si adoperi di frequente in altre regioni.

Va anche notato che, parlando di animali, si ha l'opposizione domestico/selvatico (non selvaggio), almeno in italiano moderno.

In conclusione, i due aggettivi erano, riferiti a persone, essenzialmente sinonimi; con il tempo selvaggio si è caricato di connotazioni pesantemente negative che selvatico non ha. Nella risposta che citi, selvaggio sarebbe fuori posto (se non ti chiami Giacomo Leopardi, si intende).

Fonti: http://treccani.it/vocabolario/selvaggio, http://treccani.it/vocabolario/selvatico

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