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Nel libro Non ora, non qui, di Erri De Luca, ho letto:

Ti ascoltavo e succedeva questo: la tua voce si tendeva e dentro di me cominciava la rappresentazione materiale di quello che dicevi. I tuoi racconti mi procuravano immedesimazione fisica. Un bambino preso a schiaffi, tirato per i capelli che avevi visto in strada, diventava carne dentro di me e io ripetevo il suo dolore. Provavo male proprio dove era stato colpito. I miei nervi reagivano alle tue parole con rappresentazioni localizzate, la tua voce li toccava con precisione.

Ho cercato il verbo "tendere" in alcuni dizionari, tuttavia non riesco a capire il significato dell'espressione "la tua voce si tendeva" in questo passaggio. Me lo potreste spiegare?

  • secondo me è usato nel senso di "allungarsi", ovvero quello di "espandersi" o "riempire" (metaforicamente) l'ascoltatore – Riccardo De Contardi Feb 5 '18 at 10:29
  • Anch'io trovo opaca questa metafora. In prima lettura mi viene da pensare alla corda di un arco o simili (come se la voce si accingesse a scagliare qualcosa), ma poi questa immagine non trova seguito. – DaG Feb 5 '18 at 12:19
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Questa è una figura retorica, una sinestesia, che infatti viene addirittura spiegata dall'autore: la voce (senso: udito) diventa qualcosa di materiale che si può visualizzare (senso: vista) e che quindi si può tendere, allungare come una molla

EDIT: L'autore ha scelto ha scelto "tendere" (o "allungare", che è molto meno elegante) perché vuole rendere l'idea di un tempo dilatato, dove la frase "un bambino preso a schiaffi" (detto in 2 secondi) diventa reale (quindi si trasferisce con una sinestesia sugli altri sensi, visualizzare il bambino, sentire il dolore degli schiaffi e la disperazione.

Nella prima parte c'è la fase "inattesa" (la voce che si "tende"), nella seconda parte la conseguenza di questa fase (rappresentazione materiale di quello che dicevi).

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  • Ho riportato un brano più ampio: così si capisce meglio la seconda parte della frase. – Charo Feb 5 '18 at 11:19
  • Quindi, la frequenza del suono diventava più bassa? – Charo Feb 5 '18 at 11:19
  • Non bisogna pensare al tono di voce (alto o basso), piuttosto sulla trasformazione di una voce in immagini e tatto. L'autore ha scelto ha scelto "tendere" (o "allungare", che è molto meno elegante) perché vuole rendere l'idea di un tempo dilatato, dove la frase "un bambino preso a schiaffi" (detto in 2 secondi) diventa reale (quindi si trasferisce con una sinestesia sugli altri sensi, visualizzare il bambino, sentire il dolore degli schiaffi e la disperazione). – MrPk Feb 5 '18 at 11:55
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    Capisco, ma non mi parlare di un'onda sonora che si allunga perché io penso subito al senso fisico di questa rappresentazione. – Charo Feb 5 '18 at 12:25
  • Hai ragione, scusa. Editato. – MrPk Feb 5 '18 at 13:11

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