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Nel libro Cronaca familiare, di Vasco Pratolini, ho letto:

Per tutta risposta l’avanguardista ti rivolse una sfida. «Se mi dài otto ai venti» ti disse, «giochiamo dieci lire.» Per schermirti gli rifiutasti il vantaggio, ma la platea ti fu addosso ad una voce.

Si tratta di una scena in cui stanno giocando a ping-pong.

Non capisco il significato dell'espressione "mi dài otto ai venti" in questo brano. Me lo potreste spiegare?

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L'avanguardista propone all'avversario che se gli avesse dato un vantaggio di 8 punti sui 20, punteggio che decreta il vincitore della partita, era disposto a scommettere 10 lire.

L'avversario viene considerato dall'avanguardista più forte e quindi gli fa un velato complimento, visto che è convinto di non riuscire a batterlo partendo dallo 0 a 0.

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    Quindi, infatti l'avanguardista voleva partire con 8 punti? – Charo Feb 28 '18 at 10:20
  • @Charo Proprio così. Infatti l’avversario si schermisce, quasi fosse in imbarazzo e il pubblico rumoreggia perché lo considera più forte e la partita non avrebbe storia – abarisone Feb 28 '18 at 10:30
  • Cosa significa "non avrebbe storia"? – Charo Feb 28 '18 at 10:34
  • È un modo di dire che si usa quando, ad esempio, il divario tra due avversari è talmente ampio che il risultato è prevedibile in partenza. L’incontro diventa senza storia cioè dal risultato scontato. – abarisone Feb 28 '18 at 10:36

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