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Nel libro Cronaca familiare, di Vasco Pratolini, ho letto:

La camera che avevo in subaffitto era lunga nove passi e larga cinque, come una cella, infatti. La finestra non era una finestra ma un pertugio, stando affacciati avanzavano le spalle.

Potreste spiegarmi il senso del verbo "avanzare" in questo passaggio? L'ho cercato in alcuni dizionari; tuttavia, tra le differenti accezioni che ho trovato, non riesco a capire a quale corrisponda l'uso che se ne fa nel passaggio precedente.

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Secondo me è da intendere nel senso di "restare" o "rimanere" (vedi http://www.treccani.it/vocabolario/avanzare2_%28Sinonimi-e-Contrari%29/)

cioè data le piccole dimensioni della finestra, le spalle "rimanevano" escluse dalla finestra stessa.

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  • Avevo considerato anche questo, ma mi sembrava strana come espressione. Praticamente se è un pertugio dove puoi infilare solo la testa, avanzerebbero non solo le spalle ma anche il petto, il busto etc. – user519 Mar 1 '18 at 10:25
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Penso che il concetto sia quello che, essendo la finestra piccola, per affacciarsi dovevano stringere e portare in avanti le spalle. Per cui stando affacciati le spalle rimanevano sporte in avanti, ossia, le spalle "avanzavano".

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  • Non penso che sia questo il senso: bisognerebbe avere spalle davvero molto esili per farle passare attraverso un “pertugio” (= “Buco, fessura che si sono formati, accidentalmente o no, in un muro ... Per iperbole, apertura o passaggio ... eccessivamente stretti e angusti”). – DaG Mar 1 '18 at 13:14
  • @DaG - questo dipende, è comunque un movimento naturale che si fa quando ci si affaccia ad una finestra dove ci sono altre persone affacciate. Ci si stringe sulle spalle e ci si sporge con le spalle in avanti per mancanza di spazio. Questa è l’immagine che mi suggerisce il testo. – user519 Mar 1 '18 at 13:19

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