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Nel libro Cronaca familiare, di Vasco Pratolini, ho letto:

La tua sensibilità ti portava a prospettare ogni conflitto, anche il più banale e fortuito, come una colpa di cui soffrivi esasperandone i toni, l’umiliazione e lo sconforto.

Potreste spiegarmi qual è il significato di "prospettare" in questa frase? Nel vocabolario Treccani ho trovato che questo verbo significa

Sottoporre alla considerazione o all’attenzione altrui, esporre, presentare e sim.

Tuttavia, a me non sembra che questo sia il senso nel brano sopra citato.

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La Cronaca familiare di Pratolini fu pubblicata nel 1947. Ecco per esteso la voce prospettare dello Zingarelli del 1948:

a. [= verbo attivo] *prospectare. Stare a vedere, Guardare innanzi a sé. | La palazzata di Messina prospettava il mare e la costa calabrese. | neol. Dimostrare; Mettere in prospetto, mostra, Mostrare. | le circostanze, la situazione delle cose | l'ipotesi, Affacciare.

Quindi, all'epoca, il primo significato era quello etimologico di “guardare in avanti qualcosa”, detto sia letteralmente di un oggetto esposto per esempio al mare o a un certo punto cardinale, sia come qui di una persona che anticipa, cerca di prevedere, prefigura i conflitti (senza, a mio avviso, che sia ancora presente il senso, all'epoca considerato solo un neologismo, di mostrarli a qualcun altro).

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Se seguiamo il significato di prospettare nel senso di “presentare”, possiamo pensare che qui l’autore intenda dire che la sensibilità della persona di cui si parla la portava non solo a considerare (dentro di sé) ogni conflitto come una colpa, ma anche a mostrare tale considerazione con atteggiamenti evidenti agli altri («esasperandone i toni, l’umiliazione e lo sconforto»).

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