1

Nel libro Cronaca familiare, di Vasco Pratolini, ho letto la frase seguente:

Ti trovai come se ti avessero colpito in tutto il corpo col diavolo a sette code.

La mia domanda è sull'espressione "colpire col diavolo a sette code" che appare in questa frase. Si tratta di un modo di dire? Qual è il suo significato? Ho ricercato su Google, ma non ho trovato nessuna informazione a riguardo.

2

Penso si riferisca piuttosto al gatto a nove code che era un mezzo di tortura particolarmente doloroso, usato nella flagellazione.

Era in uso nell'antichità, tipicamente presso i Romani. Lo strumento era allora costituito da fibbie di cuoio alle cui estremità erano legati artigli metallici, ossa di pecora o palline di piombo, che laceravano in profondità le carni del condannato, tanto che sovente questi non sopravviveva. La definizione di "gatto a nove code" si riferisce di solito più specificamente alla frusta a nove lacci di corda annodati, che veniva usata come punizione sulle navi della marina reale e nell'esercito del Regno Unito.

Questo genere di punizioni corporali vennero ufficialmente bandite in Inghilterra e in altri paesi del Commonwealth solo negli anni successivi al secondo conflitto mondiale anche per i prigionieri ed i non inglesi nelle colonie, mentre l'ultima fustigazione sul suolo della madrepatria di un soldato di nazionalità inglese avvenne nel 1831; la pena della frusta resta in uso in altri ordinamenti.

e da Treccani:

4 d. Gatto a nove code, specie di frusta con nove strisce di cuoio, con cui un tempo in Inghilterra si percoteva il dorso nudo dei delinquenti; lo stesso nome ha indicato anche lo knut.

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