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Nel libro Cronaca familiare, di Vasco Pratolini, ho letto:

Stavi scomodo nel letto, come i soldati nei «castelli» di fortuna. Il letto era corto per le tue gambe, ti costringeva a tenere le ginocchia piegate. Il materasso era di crine, vecchio, tutto asperità, pareva vi fossero nascoste delle pietre. Siccome i tedeschi avevano saccheggiato la biancheria, l’ospedale forniva soltanto una coperta, leggera, bucata in più punti.

Il significato di "castelli" in questo brano suppongo sia quello spiegato nel punto 4 e della voce "castello" sul vocabolario Treccani, cioè

Impalcatura verticale di legno a più piani sui quali, in caserme, rifugi, dormitorî pubblici, baraccamenti provvisorî, ecc., sono appoggiate reti, tele, pancacci per dormire; impalcature analoghe, con due (raram. più) letti sovrapposti, sono talora usate anche in abitazioni private, soprattutto per farvi dormire bambini o ragazzi (letti a castello).

Per quanto riguarda l'espressione "di fortuna", anche sul vocabolario Treccani ho trovato

la locuz. agg. di fortuna è passata a indicare qualsiasi cosa improvvisata alla meglio, o che costituisca un ripiego in caso di necessità: abbiamo riparato il guasto con arnesi di f.; fecero la strada parte a piedi parte con mezzi di fortuna.

Tuttavia non sono sicura che questo sia il senso nel brano sopra citato: i letti a castello si possono improvvisare alla meglio? Potreste aiutarmi a chiarire i miei dubbi?

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    A leggere il solo brano postato credo indichi "baraccamenti provvisorî," ed improvvisati alla meglio, ancor piu' con riferimento alla guerra. Il soldato per difendersi dai colpi nemici si barrica dietro qualcosa, e lo fortifica alla meno peggio --> di certo non ha il tempo di renderlo anche comodo... Non credo si riferisca a letti a castello, ma semplicemente alla scomodita'. (Sopporta gli apostrofi per gli accenti che non ho su questo computer). – Hastur Mar 14 '18 at 9:49
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Dal contesto direi che il paragone vuole esaltare il fatto che i letti fossero molto umili e inferiori alle normali aspettative di comodità.

Nello specifico, è verosimile (ma non scontato, vedi il commento di Hastur) che Pratolini si riferisse ai letti a castello su cui alloggiavano i soldati in tempo di guerra, cioè costruiti col massimo risparmio di risorse ed energie. In breve: letti a castello arrangiàti.

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