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Più o meno chiunque che abbia vissuto in più parti d'Italia ha sicuramente notato che, nell'Italiano parlato, c'è una spiccata differenza geografica nella formazione del tempo passato.

In Italia settentrionale, il passato prossimo è essenzialmente l'unico tempo usato (e.g. Nel dodicesimo secolo la Chiesa ha attraversato un periodo di riforma). In Italia meridionale invece la situazione si inverte, e il passato remoto domina (non do esempi venendo io stesso dal nord Italia, se qualcuno potesse inserirne uno ne sarei grato).

Ora, il passato prossimo è un tempo relativamente recente: inesistente in latino è una delle caratteristiche più tipiche della Sprachbund europea, e si è andato ad innestare sopra il passato remoto, discendente diretto del perfectum latino,

Q Per quale motivo il passato prossimo ha questa ineguale distribuzione d'uso nella penisola italiana?

Riesco a pensare a due spiegazioni: forse il passato prossimo è giunto "dal nord" attraverso le alpi e semplicemente non ha fatto in tempo a penetrare fino al sud Italia, o forse la differenza d'uso è dovuta alle dominazioni straniere che hanno influenzato fortemente le differenze culturali in Italia. Ma non ho prove in una direzione o nell'altra e sospetto che la vera risposta non sia nessuna delle due.

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