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Nel romanzo Il sorriso dell'ignoto marinaio, di Vincenzo Consolo, ho letto:

      «Il carcerato» risposero Sasà e Matafù. Il Mandralisca si girò a guardare. Un'ombra si scorgeva contro il muro tondo, tra le stalle e i magazzini dov'erano le giare d'olio, i sacconi di frumento e le stie di formaggio. Il Mandralisca, incuriosito, si diresse verso quell'uomo.

Nel vocabolario Treccani ho trovato che "stia" significa

1. Gabbia larga e bassa, di legno o di vimini, entro cui si tengono i polli, e altri gallinacei, per allevarli o per trasportarli dall’allevamento al mercato: levò, a una a una, le povere bestie dalla stia (Manzoni); anche, termine di raffronto con riferimento a luogo in cui si stia stretti in più persone: abbiamo viaggiato in un vagone di seconda classe, pigiati come in una stia. 2. Nell’uso ant., conservato in alcune zone dell’Italia settentr., recinto per ricovero di altri animali, anche domestici (per es., in località del Veneto, porcile).

E le definizioni degli altri dizionari che ho consultato sono simili. Non vedo però che ci sia niente che abbia a che vedere con il formaggio. Per questa ragione vi chiedo: qual è il significato di "stia" nel passaggio sopra citato?

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Le stie, intese come gabbie, erano utilizzate in passato in campagna per conservare il formaggio da stagionare al riparo da roditori.

Oggi ci sono in commercio i più eleganti e moderni scaffali di stagionatura, come la cosiddetta moscaiola per formaggio, che altro non è che una piccola gabbia con pareti in rete a maglie molto strette.

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