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Nel romanzo La malora, di Beppe Fenoglio, ho letto:

      Tobia e i suoi mi trattarono come un malato, ma solo per un giorno, l’indomani Tobia mi rimise sotto e arrivato a scuro mi sembrava di non aver mai lavorata una giornata come quella. Mi fece bene. Un po’ come fa bene, quando hai lavorato tutta notte nella guazza a incovonare, non andartene a dormire ma invece rimetterti a tagliare al rosso del sole.

Sapreste spiegarmi il significato di "incovonare"? Non ho trovato questo vocabolo in nessun dizionario. Ho visto però che appare anche nel racconto Alla Langa di Beppe Fenoglio:

Quelli del Muraglione, che in luglio avevano resistito a incovonare il grano da soli, vennero con aria di trionfatori sul campo di Elia, anche a costo di preterire il lavoro suo.

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    Formare covoni. – egreg Jun 27 '18 at 8:56
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    «Incovonare» è un verbo parasintetico, formato cioè premettendo un prefisso a un aggettivo o un nome (treccani.it/enciclopedia/…). Il prefisso "in", in questo caso, significa "fare". Incovonare = fare covoni (come ha giustamente scritto @egreg). – Benedetta Jun 27 '18 at 9:21
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Il significato di "incovonare" si trova sul supplemento del 2009 al Grande dizionario della lingua italiana, che cita proprio come esempio il primo passaggio di Fenoglio che appare nella domanda:

    Incovonare, tr. (incóvono). Raccogliere in covoni. – Anche assol.
    [...]
    = Comp. dal pref. in-, con valore illativo, e un denom. da covone.

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