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Ci is indeed a tricky italian word, has it has several different uses and I'm afraid there are no fast rules, as its meaning greatly dependends on the context. I'll try to go through some of the most common uses It can be direct personal pronoun Il professore ci ha visto copiare. which corresponds to Il professore ha visto noi copiare The professor saw us ...


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In the first answer, ci is moto a luogo (motion to), whereas in the second answer ne is moto da luogo (motion from). If you expand them, you get No, non sono andato a Parigi and Sì, sono appena uscito dal supermercato According to the Treccani dictionary, ci for moto da luogo is uncommon (non com.). See also the entry for ne.


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Yes, it's an idiomatic expression. It's used to ask about a person (usually when there has been no news in a while), so the meaning is roughly a mixture of "what's happened to her", "what's up with her", "how is she doing", "what is she doing" and so on.


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In currently spoken Italian, the pronoun io would be omitted in this case, but it's not the main aspect of the question. In the sentence me ne sono ricordato the verb is ricordarsi which is not, as several grammar say, the reflexive form of ricordare, but an intensive form. The conjugation is the same as for reflexive verbs. There's a slight difference ...


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Secondo questa guida ufficiale delle Poste Italiane la parte che contiene "via", "piazza", ecc... si chiama qualificatore. Non so cosa intendi quando parli di "titolare", visto che alcune vie si chiamano qualcosa come "Via Larga", "Viale dell'Università" o "Corso Bologna" e non c'è alcun titolare.


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The particle ci was originally an adverb, but then it also became a pronoun. The adverb has a peculiar usage: it can only precede the verb or it needs to be attached to it. ci vado = vado là andandoci = andando là vacci = va' là (imperative) It is an avverbio di luogo denoting some place already mentioned or clear from the context. Not completely ...


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Ne is used in this context as "pronome personale" (personal pronoun). It means "di ciò" ("of this {topic/person/whatever}"). Che ne so is a very common spoken expression meaning what/how would I know about {it/him/her}. It can be just an observation/question, or it can have a slightly sarcastic/aggressive/explanatory/pitiful meaning (the tone changes the ...


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"Farne" si usa in riferimento a qualcosa di cui hai già parlato in precedenza, come appunto hai scritto in riferimento alla particella ne. Stai quindi sottintendendo il complemento oggetto della frase. Sapendo questo, scrivere "Farne un esempio" non è concettualmente sbagliato, in quanto stai specificando che "fai un esempio di qualcosa". Diciamo che è ...


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Corretto, in questo caso "ne" è complemento di termine. A seconda della frase potrebbe essere anche un complemento di specificazione, di moto da luogo ecc. Non vedo niente di sbagliato nel suo utilizzo nella frase citata. Evitare di usarlo significherebbe dover trasformare la frase in Bonus, chi ha diritto a ciò e chi no oppure Bonus, chi ha diritto ...


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This -ci particle just means “with it”, “in it” and the like. (It is not to be confused with the homonymous -ci meaning “to us”, as in Devi darci una risposta, “You have to give us an answer”). In a sentence like Stavo per guardarci dentro, you are saying “I was about to look in it”. You might well say Stavo per guardare dentro, just like in English you ...


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The only difference is a difference of emphasis. It's not uncommon in Italian (and in other Romance languages) to have two sets of pronouns, one clitic and unable to carry the stress and one not clitic. For example see Mi ha chiamato and Ha chiamato me, where the only difference is that in the second sentence there is more emphasis put on the fact that I ...


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In this sentence the usage of "ne" is not fully correct and sounds a bit ugly. The correct form would be: Hai dimenticato di fare i compiti? Sì, me ne sono dimenticato or Hai dimenticato di fare i compiti? Sì, l'ho dimenticato or Hai dimenticato di fare i compiti? Sì, ho dimenticato I found some examples about the usage of "ne" on: https://en....


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La regola è che «davanti a lo, la, li, le e ne la i di un altro pronome atono si trasforma in e: mi lo>me lo, ci ne>ce ne, ecc. Inoltre le e gli diventano glie invariabile, che normalmente si scrive unito al pronome successivo: “se vedo tua sorella glielo dico”» (Serianni, Italiano, VII.62).


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There is not a strict rule, but in general the expression sentirci refers to the ability of the auditory system, so if you say: Non ci sento Ci sento molto bene Non ci sento da un orecchio It is clear that you are speaking about your auditory ability. If you are referring to external problems that affect your capability to hear, you'd better use sentire ...


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"Ce" is the form that the "ci" particle assumes when put in front of "lo", "la", "li", "le", or "ne": ce1 pron. e avv. – Forma che il pron. o avv. atono ci assume davanti a lo, la, li, le, ne; per es.: ce lo disse, ce le diede, ce ne vollero; anche in posizione enclitica: spiegàrceli, ...


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In this sentence, particle "ci" has the meaning of "su tutto". It is used in a pleonastic way because the sentence of your question contains a "dislocazione a destra", a construction typical of oral speech which is explained in detail in this answer. As in this example given in that question Non ci sono andato, a Venezia which comes from the book ...


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I modi di dire, le battute di spirito, le frasi idiomatiche e altri simili oggetti linguistici spesso sfuggono alle rigide classificazioni grammaticali. Qui c'è un piccolo paradosso nel considerare l'elezione del Papa come una faccenda del tutto normale: rotto un vaso, se ne fa un altro potrebbe dire un vasaio. È un partitivo, ma non può veramente essere ...


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Premesso che una risposta completa ce la potrebbero dare solo i due sconosciuti che conversavano, in una frase di questo tipo “ci” è un avverbio di luogo (come in “Conosci Firenze?” “Sì, ci vado spesso”). Perciò, “che ci stanno dentro” è equivalente al più goffo “che stanno dentro a ciò”. Evidentemente si stava parlando di qualcosa che contiene delle parole ...


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Guardarci le stelle / i film =~ "The act of looking at the stars / watching "the" movies for ourself" or "The act of looking at the stars / watching "the" movies in there" Apologizes for the "for ourself" part, which is hard to translate (at least for me), but I think I've got pretty close with it: expanding its meaning a bit, "for ourself" should be ...


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Volerci significa: "essere necessario", "occorrere" , molto spesso quello che è necessario viene sottinteso, può essere tempo, fatica, denaro ecc, per questo di solito il verbo è coniugato alla terza persona singolare o plurale. Spesso è sottintesa la parola "tempo". Esempi: per un vestito ci vogliono tre metri di stoffa; per una moto così ci vorranno circa ...


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La voce dell'Enciclopedia dell'italiano sugli odonimi li chiama appellativi: Va osservato ancora che nelle denominazioni dell’area di circolazione, che sono ufficiali e fatte conoscere mediante tabelle, sono presenti numerosi appellativi (all’incirca 300 quelli reperibili attraverso l’Archivio Utenza Seat 2001): i più frequenti sono quelli del tipo via, ...


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As for the meaning, it’s “What has happened to her?” or rather “What has become of her?”. This idiom implies that you have not heard of her in a while, haven’t had the chance to get any information about her, and don’t know what her fate is. It might be needless to point out that the meaning of ”ne” in this idiom is useless to understand the meaning of the ...


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If we had to read those examples as you listed them, verbatim, the only one that makes sense is the second one: ci parlo? The other ones don't convey any meaning. If you take a look, all of them require Direct Objects, except parlare which in Italian requires an Indirect Object (parlare a chi?). As far as I know there are no hard rules, except for those ...


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In this case "ci" is pleonastic, which is why Google ignores it. This sentence construction ("ci lavori lui" rather than "lui lavori") stresses the fact that the speaker wants him ("lui") to be the one doing the work.


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The Italian expression c’è is exactly the same as the English there is and the French il y a, an impersonal verb meaning state. The apostrophe signals elision of ci, a pronominal particle that primarily means location, but is also used as the atonal version of noi; not in this case. In this case it is c’è stata, in the “passato prossimo” tense, ...


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Per completare la risposta di @egreg, vorrei aggiungere che, in questo caso, la particella ne sostituisce un complemento partitivo. Come spiega questo articolo dell'Enciclopedia Treccani, il complemento partitivo è un complemento indiretto che indica l’insieme all’interno del quale si trova l’elemento di cui si parla. Ecco alcuni esempi tratti dallo ...


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Riassunto: In lo penso si usa il verbo pensare transitivo e lo ha la funzione di complemento oggetto. In ci penso si usa il verbo pensare intransitivo e ci ha la funzione di complemento locativo ("indica il luogo, reale o metaforico, verso cui è rivolto il pensiero"). Pensare non regge un complemento di termine: per questa ragione i pronomi gli o ...


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"Se ne è bevuto poco" è quello che direbbe e scriverebbe qualunque italiano. "Ne si" sarà una forma arcaica o una licenza poetica in azione.


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È corretto anche "farne", Il "ne" in italiano ha la stessa funzione grammaticale che ha in catalano (entrambe le lingue infatti mettono in difficoltà i parlanti del castigliano, che non ha queste particelle, quando le studiano). Però l'uso corrente può a volte essere diverso (nel senso che un certo uso può essere idiomatico in una lingua e un po' meno nell'...


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