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Tutti conosciamo la regola per cui i prestiti da lingue straniere non si declinano secondo il numero, per esempio:

Mi piacciono i film di Fellini.

Vale anche per il genere di un aggettivo (in particolare, in francese)?

Ma che gonna démodée, è di tua nonna?

Sei simpatica quando sei così tranchante, ma è un vestito tuo.

Touchée!

In ciascuno di questi tre esempi ho aggiunto una E secondo le regole del francese, perché i tre aggettivi si riferiscono a sostantivi di genere femminile.

  • Altro esempio (con possibile soluzione): Naif – laureapresa Apr 30 '15 at 13:53
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    Démodé (occhio al primo accento) sembra declinabile, forse si fa con quelli semplici e non con "naif" :) – laureapresa Apr 30 '15 at 13:55
  • Grazie, correggo. – Mauro Vanetti Apr 30 '15 at 14:10
  • Le parole straniere in italiano non si declinano. – mucio May 1 '15 at 19:55
  • Purtroppo non è così semplice, come viene fuori anche dall'altra risposta e dai commenti. – DaG May 2 '15 at 7:01
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La morfologia della lingua di partenza di un prestito non adattato è di solito «invisibile» alla lingua d’arrivo, qualora il prestito sia acclimato, e non si tratti quindi di una citazione.

Lo stesso dovrebbe valere anche gli aggettivi. Tuttavia, i dizionari riportano esempi non concordi. Ecco il Treccani alla voce «démodé»:

Fuori moda, passato di moda: un cappellino d., una camicetta d.; fig., di cosa antiquata, desueta: teorie ormai démodées.

La declinazione secondo la lingua di partenza è rispettata solo per un esempio, si può dire, «colto», nel quale il francesismo ha piú l’aspetto di una citazione che di un prestito. Infatti, il Treccani non riporta l’aggettivo per esteso per «una camicetta démodé», sottintendendo che, in quel caso, l’aggettivo rimane invariato nel genere e non diventa démodée.

Il De Mauro invece è meno ambiguo:

demodé

/demo'de*/ dé|mo|dé agg.inv.

Indica come invariabile anche tranchant:

tranchant

tran|chant agg.inv.

La scelta dipende da come si considera quell’aggettivo: citazione prestigiosa oppure parola straniera di uso comune.

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    +1. Proprio la risposta che volevo scrivere io. :) – I.M. Apr 30 '15 at 18:06
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    Direi che anche per il genere si verifichi qualcosa di simile a quello che scrive Serianni (p. 563 di Italiano, ed. Garzanti) a proposito del numero: [segue] – DaG Apr 30 '15 at 18:25
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    «...i non molti francesismi ancora in circolazione presuppongono in chi li adopera una certa cultura (proprio perché si tratta in gran parte di termini astratti, scelti non per necessità ma per il loro prestigio): quindi le débâcles (con gli accenti al posto giusto e la s del plurale; diversamente, non mancano termini italiani come disfatta, sconfitta, disastro, sfacelo), gli escamotages (o escamotaggi, espedienti, trovate, giochi di bussolotti), le querelles ...». E aggiungo “le fiches” in cui il plurale (e il corsivo) si conserva anche per evitare malintesi. – DaG Apr 30 '15 at 18:26
  • @DaG Ho scritto un libro contro il gioco d'azzardo e ho proprio dovuto fare come dici per parlare di fiches... – Mauro Vanetti Dec 3 '19 at 17:13
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Sono usate tutte e due le varianti. Un tempo il francese era la seconda lingua dei "salotti buoni", e parole di questo tipo erano usate anche per darsi un tono. Oggi mi aspetto di vedere queste parole usate soprattutto da persone che vogliono sfoggiare una cultura un po' démodé, e sempre per lo stesso motivo di leggerle nella forma declinata più spesso che il contrario.

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