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Nel romanzo Ferito a morte, di Raffaele La Capria, ho letto (grassetto mio):

      «Babbo perché guardi me, scusa? Guarda pure dalla parte di Massimo. Lui ha sette anni più di me, è lui che deve dare il buon esempio al fratello minore.»
      «Lui per lo meno sta per laurearsi. Tu invece non hai voluto mai studiare.»
      «Ma scusa, babbo, pure tu in questo senso, se vogliamo...»
      «Io ho cominciato a lavorare a tredici anni, per tua regola e norma

Non capisco il significato dell'espressione "per tua regola e norma" che appare in questo dialogo. Alla voce "norma" del vocabolario Treccani ho trovato

per vostra r. (più forte, per vostra norma e r.), avvisando qualcuno, in tono piuttosto risentito, di ciò che dovrebbe fare, dire o pensare

ma non sono sicura che questo sia il senso dell'espressione che appare nel testo. Il padre sta avvertendo il figlio di quello che dovrebbe pensare?

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Il senso è più o meno quello, e in effetti è molto più usuale “per tua norma e regola”. Vedi anche nel dizionario Hoepli, alla fine del punto 1, dove è definito:

affinché ti possa regolare, detto spec. con tono risentito, per precisare qualcosa che l'interlocutore sembra non aver tenuto nel debito conto

Anche il De Mauro registra l'espressione, sotto la voce “norma”:

per tua, vostra norma e regola, espressione di rimprovero, per lo più ironica, che richiama la persona o le persone cui ci si riferisce a tener conto di un determinato fatto o a comportarsi di conseguenza: per tua norma e regola, questa casa non è un albergo!

(e più concisamente anche sotto “regola”).

E questo è appunto il senso in cui è usato qui: il padre precisa in modo risentito qualcosa di cui il figlio non ha tenuto conto, cioè che lui (il padre) non ha lasciato gli studi per svogliatezza ma perché ha cominciato a lavorare da ragazzino.

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  • Si può aggiungere che questa ripetizione, che rafforza il concetto, è la figura retorica del climax it.m.wikipedia.org/wiki/Climax_(retorica) – Riccardo De Contardi Sep 11 at 5:41
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    @RiccardoDeContardi: Non so se arriverei a chiamarlo “climax”, che dovrebbe essere una successione di termini (in genere più di due) sempre più intensi... Forse un'endiadi? – DaG Sep 11 at 8:40
  • Ha senso :) Tutto dipende se consideriamo che la norma sia superiore alla regola ;) – Riccardo De Contardi Sep 11 at 13:19
  • Decisamente “norma e regola”. books.google.com/ngrams/… – Hachi Sep 11 at 16:15

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