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Nel romanzo Il giorno della civetta, di Leonardo Sciascia, ho letto:

«Non sta soffrendo niente, se tu pensi che lo tengano legato alla cassetta o gli diano le scosse elettriche: altri tempi, quelli delle cassette; ore c'è la legge anche per i carabinieri...».

Ho cercato il vocabolo "cassetta" in parecchi dizionari. Tuttavia, non riesco a capire cosa significa nel passaggio precedente. Sapreste spiegarmelo?

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La cassetta non era altro che una forma di tortura praticata (purtroppo anche) dalle forze dell’ordine.

Ecco un estratto da Le torture della polizia negli anni di piombo

A volte la cosa “scappava di mano”, come nella questura di Palermo, 1985. Oscar Luigi Scalfaro, che era allora ministro dell´Interno, dichiarò: “Un cittadino è entrato vivo in una stanza di polizia e ne è uscito morto”. Era un giovane mafioso, fu picchiato e torturato col metodo della “cassetta”: un tubo spinto in gola e riempito di acqua salata. Gli sfondò la trachea, il cadavere fu portato su una spiaggia per simularne l´annegamento in mare. Alla notte di tortura parteciparono o assistettero decine di agenti e funzionari. Avevano molte attenuanti: era stato appena assassinato un valoroso funzionario di polizia, Beppe Montana, “Serpico”.

Ci sono anche questi documenti risalenti al primissimo dopoguerra segnalati da @Charo in cui viene descritta in modo ancora più preciso:

L’ispettore Umberto De Giorgi della Polizia Scientifica firmò in data 18/1/46 una perizia sui metodi di tortura dell’Ispettorato Speciale. Tale perizia, richiesta dal Procuratore Generale Colonna per conto della Corte d’Assise Straordinaria di Trieste (copia in archivio IRSMLT 913) descrive, tra le altre cose, i metodi di tortura della “cassetta” e della “sedia elettrica”. Leggiamone le descrizioni: stando alle deposizioni testimoniali, allorquando la vittima non confessava (nonostante il dolore provocato dalla distensione forzata di tutto il corpo mediante trazione delle corde fissate agli arti e fatte scorrere negli anelli infissi al pavimento, che spesso provocavano la lussazione delle spalle), era costretta a subire l’introduzione nell’esofago del tubo dell’acqua, che le veniva fatta ingoiare fino a riempimento totale dello stomaco; indi per azione di compressione esercitata da un segugio sul torace, le veniva fatta rigurgitare a mo’ di fontana, che, stante la posizione supina, spesso doveva minacciare di soffocamento la vittima stessa;

  • Se ne parla anche qui. – Charo Dec 12 '17 at 9:46
  • Se vuoi, puoi includere la informazione che appare nel link del mio commento precedente nella tua risposta. Penso che così la risposta possa diventare più completa. Penso sia interessante perché è una descrizione di questo metodo di tortura proveniente da un documento firmato da un ispettore di polizia nel 1946. – Charo Dec 14 '17 at 15:58
  • @Charo Fatto. Grazie – abarisone Dec 15 '17 at 10:15
  • Grazie, @abarisone! – Charo Dec 15 '17 at 10:54

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