3

Nel romanzo La malora, di Beppe Fenoglio, ho letto:

      Non eravamo gli ultimi della nostra parentela e se la facevano tutti abbastanza bene: chi aveva la censa, chi il macello gentile, chi un bel pezzo di terra propria.

Non ho trovato il vocabolo "censa" in nessun dizionario. Sapreste spiegarmi cosa significa? Si tratta di un termine di origine piemontese?

5

Ho trovato la risposta nel libro Come il letto di un falò: Riflessioni su Cesare Pavese, di Franco Lorizio:

Il sostantivo dialettale "censa" – tabaccheria – ricorre in una sola occasione: "mi vide davanti alla censa che guardavo le cartoline". Deriva dal latino "census", "appalto" e non sembra trovare ampia diffusione in ambito regionale: il lemma non è presente nello "storico" Vocabolario Piemontese–Italiano di Michele Ponza, così come in altri dizionari consimili più recenti; compare invece nella Raccolta ed origine di vocaboli tipici delle Valli Monregalesi di Sergio Piazzo, cosa che potrebbe far pensare a un uso circoscritto al Piemonte meridionale.

La citazione di Pavese è del romanzo La luna e i falò.

3
  • 1
    Ho deciso di scrivere la domanda e la risposta perché penso possa essere utile ai lettori di questo libro, così come a quelli di La luna e i falò di Pavese.
    – Charo
    Jun 28 '18 at 8:12
  • Infatti, il termine "censa" appare molte volte sul romanzo La malora.
    – Charo
    Jun 28 '18 at 11:46
  • 1
    Interessante. Anche in dialetto veneto (il dialetto dei miei nonni piuttosto che il mio, a dir la verità) esiste un italianismo, apalto, che significa tabaccheria. Jun 29 '18 at 7:08
1

Ho trovato in Il sacrificio di Agostino da La malora la spiegazione di censa:

censa: altra voce settentrionale, tabaccheria.

Your Answer

By clicking “Post Your Answer”, you agree to our terms of service, privacy policy and cookie policy

Not the answer you're looking for? Browse other questions tagged or ask your own question.