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Nel racconto Argon dal libro Il sistema periodico, di Primo Levi, ho letto (grassetto mio):

Ora avvenne che sua madre, la zia Milca («Regina»), si ammalò, e dopo molto contendere col marito si indusse ad accettare di assumere una havertà, ossia una domestica, cosa che aveva recisamente rifiutata fino a quel tempo: infatti, presaga, non voleva donne per casa. Puntualmente, Barbabramín fu colto d’amore per questa havertà, probabilmente la prima femmina meno che santa che gli fosse stato dato di avvicinare.

Posso più o meno immaginare il significato di "essere colto d'amore", anche se si tratta di un'espressione che non ho trovato su nessun dizionario. È d'uso comune?

E, riguardo al significato, c'è una sfumatura di qualcosa che accade all'improvviso? Cioè, dovrei capire che Barbabramín non si era poco a poco innamorato di questa "havertà", ma il suo innamoramento era arrivato improvvisamente? O significa semplicemente "innamorarsi"?

Si può anche dire "essere colto da" + un altro sentimento?

  • È la preposizione “da”, raramente apostrofata al giorno d'oggi. – egreg Jun 1 at 19:51
  • Ah, grazie, @egreg: ho corretto il post. – Charo Jun 1 at 20:05
  • "Colto da collera (improvvisa)”, per esempio. – egreg Jun 1 at 20:34
  • Sicuramente un uso letterario, non comune. Un uso più comune è quello di essere colto da un malore, di solito improvvisamente. – Hachi Jun 1 at 20:36
  • @egreg: Anche "colto da gelosia", no? – Charo Jun 1 at 20:42
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La preposizione “da” si apostrofa di rado al giorno d’oggi, ma non è “vietato”. È ancora frequente in strutture cristallizzate come d’ora in poi.

Il verbo è fu colto, quindi passato remoto passivo e non può reggere altro che da per il soggetto logico.1

Si può essere colti da amore, collera, gelosia e tanto altro. Il verbo è passivo, a significare che è lo stato d'animo “personificato” che coglie, cioè afferra, svelle o solleva. Pertanto contiene certamente l'idea di qualcosa che accade all'improvviso.


1 Ciò che compie l'azione, altrimenti detto complemento d'agente o di causa efficiente. Con una distinzione che in italiano non ha alcun senso, ma è nelle grammatiche perché in latino si usano modi distinti se il soggetto logico è una persona o una cosa.

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Il senso è quello di una cosa improvvisa, inattesa. Treccani.it usa l’espressione “colto da” come sinonimo di sorpreso:

Sorpreso:

  1. [con valore verbale, colto all'improvviso, anche fig.: un pregiudicato sorpreso a rubare; malattia sorpresa all'inizio] ≈ (fam.) beccato, colto, preso.

  2. [colto da meraviglia dinanzi a qualcosa di inatteso o fuori dell'ordinario] ≈ meravigliato, stupito. ↑ allibito, esterrefatto, strabiliato, stupefatto, [solo in funz. predicativa] (fam.) a bocca aperta, [solo in funz. predicativa] senza parole (mi ha lasciato senza parole).

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